Venerdì sera credo di avere toccato il fondo. Sul serio, non stavo così male da tanto, tanto, tanto tempo.
Mi sono sentita vuota, vuota, non leggera.
Forse credevo troppo in me, forse ho pensato per un attimo di troppo che avrei ottenuto quello che volevo, forse ci ho creduto troppo forte.
«Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede [...]»
E’ stato brutto, così brutto che non potevo crederci.
Non riuscivo a dormire, non riuscivo a non pensarci, non riuscivo a non odiare.
Ho toccato lentamente il fondo, mi sono seduta e sono rimasta a fissare il bianco di un soffitto. E’ incredibile quanto sia difficile piangere, sfogarsi, quando si sta davvero male.
Ero consapevole e non riuscivo a muovermi, a distrarmi, ero solo distesa sul fondo.
Sono rimasta in questo stato per quelli che mi sono sembrati giorni, ma che erano ore. Poi, sempre lentamente, mi sono rialzata, perchè dopo che hai toccato il fondo puoi solo riemergere.
Non fa così male ora, no. Basta riempire quel vuoto con qualcosa, basta non fermarsi mai a pensare, basta mandare giù un altro bicchiere, basta chiudere gli occhi, basta negare l’evidenza.
Sì, non ce la faccio a restare distesa sul fondo, non ce la faccio a aspettare che passi, non ce la faccio a rassegnarmi, non ce la faccio a restare sola. Sola con i miei problemi, sola con le mie paure. Grazie a chi c’è qui con me ora, grazie a chi fa finta che vada tutto bene.