La neve rende l’atmosfera ovattata, e il rumore diventa silenzio. Silenzio dentro di te, che pensi a quello che sei diventato in questi anni, in questi cinque ‘lunghi’ anni, che ci sono scivolati tra le dita.
E allora i ricordi, ricordi di una giornata ordinaria, ma cosa c’è di ordinario nella vita? niente. Nessuna giornata è ordinaria, nessuna giornata può essere dimenticata, perchè è vero che i ricordi più brucianti restano quelli più insignificanti. E anche insignificanti è la parola sbagliata, perchè in fondo, se li continuiamo a ricordare, forse quel significato che cerchiamo sempre in tutto l’abbiamo già lì, davanti ai nostri occhi.
Forse sono quelle le cose che contano.
‘La prossima volta che ci sarà la neve non saremo più al liceo’, e magari penseremo a quell’istante, mentre con la neve fra i capelli, l’adrenalina delle nostre corse in macchina, ci siamo resi conto di vivere.
E aveva ragione Seneca, non importa stare al mondo a lungo, ciò che conta veramente è vivere l’istante. E io però vorrei vivere più istanti possibili…
La magia della neve è solo per pochi eletti, mentre gli altri se ne stanno da parte, a lamentarsi di tutto ciò che non conta e si dimenticano di vivere.
Si dimenticano cosa vuol dire guardare una battaglia di palle di neve e si dimenticano cosa vuol dire parteciparvi, si dimenticano che rumore fanno gli stivali sulla neve fresca, come uno scricchiolio sotto i piedi, si dimenticano com’è divertente fare i testacoda e si dimenticano che anche loro sono stati bambini.
Si dimenticano la Meraviglia!
