Sono le date che mi fregano.
- Era maggio, andavamo in pub la sera, non mi ricordo cosa ci dicessimo. Solo che ridevamo tanto, ci si raccontava episodi di quella vacanza, la prima della nostra compagnia.
- Preparavamo l’ultima interrogazione di letterarura inglese, l’ultima forse della nostra vita, tu ti sei tagliata, io sono morta di paura con tutto quel sangue.
- Eravamo in giardino, non ricordo cosa dovessimo studiare, solo che era caldo e io guardavo lui che giocava a pallone col bambino. Ricordo che si parlava di università, ma io non ci pensavo ancora, volevamo andare al mare.
- Era la prima volta nella casa di campagna, abbiamo guardato le foto, non ricordo se il fuoco fosse acceso.
- Dopo il ripasso a scuola mi hai portato a casa, possibile che fosse la prima volta che salivo in macchina con te?
- Siamo andati a ballare a Marina, poi nella casa al mare, c’era un’ape enorme e qualcuno che doveva fare la dichiarazione dei redditi. Abbiam rischiato di morire un paio di volte in macchina, mi hai rovesciato l’assenzio addosso e poi te lo sei respirato nel letto. Ricordo solo il freddo e la felicità.
- Prendevamo caffè di fronte a quella macchinetta, commentando tutto e ridendo col cuore. Arrivavamo in classe tardi, ma di buon umore.
- Un giorno siamo andate al mare, era freddo, ci siamo stese nella sabbia e abbiam parlato del futuro e dei ragazzi di cui eravamo innamorate, ci sembrava una storia facile, dal finale quasi scontato.
- Un giorno abbiam studiato fisica da me, è finita con un gelato di gruppo e un voto molto basso. Ricordo che mi presentai in classe senza sapere neanche quale fosse l’argomento del compito.
- Ricordo che ci stendevamo nelle panchine fuori da scuola, guardavo in alto il cielo e le foglie, ero in pace col mondo.
- Era giugno e abbiamo fatto una cena di classe, poi ce ne siamo andati in pub.
- C’era la maturità, uscivamo tutte le sere, anche prima delle prove scritte. Era evidentemente giusto così.
- Prima della terza prova abbiamo fatto gli scherzi telefonici, non la chiamano per niente maturità.
- Sono uscita dopo il tema e tu mi hai detto che se il commissario era di destra eri fottuto. Il commissario era di destra.
- Volevo davvero studiare, ma finivo in terrazzo a ascoltare “Electric Feel”, ero talmente felice.
- Era luglio, la sera prima dell’orale mi avete portato una pasta, io avevo lo stomaco chiuso.
- Sono uscita dall’aula e avrei potuto volare, voi quattro eravate lì.
- Quella sera eravamo a Spina, ma l’estate per noi era già iniziata da mesi.
- Mi han bocciato all’esame di pratica, che mortificazione.
- Hai riso di me in una delle giornate più belle del 2010 e io mi sono resa conto di quanta poca importanza avesse quella pratica. Forse hai capito qualcosa di me in quella stazione.
- Siamo andate a quel concerto ed era così caldo da star male.
- Siamo andati al mare e per tornare guidavi come un pazzo. Quando siamo arrivati ci hai detto che avevi paura, anch’io ne avevo tanta, ma di altre cose.
- Siam partite per le vacanze, ma la sera prima eravamo con voi. Io, stavo cambiando…
- Una notte ti ho visto e pioveva, io volevo andare via con te…
- Poi era agosto, una notte abbiamo mangiato i bomboloni di San Lorenzo, ho visto le stelle cadenti.
- Il 16 agosto ho avuto i brividi tutto il giorno per il freddo che avevo patito la notte, ero gelosa inutilmente.
- Ballavamo sempre, ma io avevo in testa tante bolle bianche, tu sapevi.
- Una mattina in spiaggia ho pianto senza motivo.
- Sono andata via e mi sono divertita così tanto…
- L’università, era settembre, dovevo decidere l’università…
- Ma poi c’era la festa della birra e io non trovavo mai il tempo per guardarmi dentro.
- Ho preso la patente e mi sono seduta per terra a fumare una sigaretta, era già ottobre.
- Una mattina sono salita sul treno con un’idea e ne sono scesa con un’altra, avevo incontrato quella che sarebbe diventata la mia compagna di facoltà.
- Ho risalito quelle scale, leggendo le scritte sui muri, dove già ero stata, e mi sono sentita a casa. Ho ascoltato le lezioni, ho guardato la gente, ho respirato l’aria, e mi sono sentita rinascere. Avevo fatto la mia scelta.
- Parlavamo di libri, di vita, di noi e ci scoprivamo simili, fin troppo.
- Una mattina a un tavolino in piazza Verdi, davanti a un caffè, mi ha insegnato a farmi un drum.
- Mangiavamo un piatto di pasta a casa vostra, sarebbe dovuto rimanere tutto così.
- Invece io ho complicato le cose. Anche tu, un po’…
- Poi era novembre e io prendevo sempre sbronze epocali. Mi si era spezzato qualcosa dentro…
- Sembrava che la nostra compagnia stesse cadendo a pezzi, mentre cadevano le foglie dagli alberi. Ce la prendavamo con chiunque, tranne con i responsabili.
- Cercavo l’equilibrio che avevo perso, camminavo in via Santo Stefano e parlavo troppo di me.
- La notte prima del mio primo esame ho pianto come una disperata perchè era successo l’ennesimo casino. L’esame però è andato bene, tanta neve, tanti mandarini e un’atmosfera che non scorderò mai.
- I miei mi hanno voluto portare a mangiare la pizza per festeggiare.
- Era finito il 2010 e io non capivo veramente perchè non vi importasse più di noi. Tutto quello che era successo non mi sembrava abbastanza per dimenticare la nostra amicizia.
- Poi un po’ alla volta è ricominciato tutto, con le mattine in biblioteca, le colazioni insieme e le serate con voi.
- Smezzavamo mandarini e bevevamo vino, era febbraio, non ci potevo credere.
- Ero incoerente, dicevo in un modo e facevo in un altro, ero solo innamorata.
- Una settimana l’ho passata dormendo in qua e in là, mi sembrava la vita di un’altra persona.
- Mi sono ammalata per quasi tre settimane, ho cercato di riaggrapparmi alla realtà.
- Ho preparato un esame, non ero sola.
- Leggevo Pirandello in primavera.
- Una sera mi sono accorta che ero di nuovo davvero felice, credo fosse aprile.
- Al concerto del primo maggio ho pensato che, dopotutto, non era cambiato niente.
(continua)