La consapevolezza di non poter cambiare le cose, la voglia di ribellarsi e di stare insieme, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande. Il bisogno di non sentirsi soli.
Il liceo occupato. La mattina in aula magna, le conferenze, i dibattiti, gli applausi e i fischi. Le esaltazioni e le delusioni.
I tuoi amici seduti a quel tavolo, coi microfoni. E poi anche tu, grande. Sì, siamo grandi. Ed è magico, unico, indimenticabile. Sentirsi così è indimenticabile.
Non è vero che essere al centro dell’attenzione non importa, non è vero che ci si può sentire importanti anche se nessuno ti caga, non è vero che la felicità è solo qualcosa di interiore.
Mi sento bene, sento di fare parte di un gruppo. Sento di essere fortunata, sento di appartenere a qualcuno, a qualcosa. Non mi basto!
Poi la notte, un altro universo. Le chiacchiere, l’alcool, il fumo, i dibattiti pazzi, dormire per terra, i sacchi a pelo, le parole rubate, gli scherzi, la paglie in giardino, svegliarsi all’alba per pulire, arrabbiarsi di felicità.
I brindisi, le canzoni, la musica a palla, gli occhi rossi, stare in tuta tutto il giorno, collassare e rialzarsi e ridere.
Crescere e restare sempre giovani!
I nostri ideali, le nostre rabbie, le nostre paure, il nostro futuro…la nostra occupazione!
Forse l’ultima, di certo la più importante.