Il cambiamento, le strade che si dividono, camminare da soli, con le proprie gambe. Cadere. Questo significa crescere, sbaglio?
La sensazione che niente, NIENTE- sarà mai come prima. Subito la voglia di tornare indietro, la nostalgia per qualcosa che ormai è definitivamente finito, non ci sono più esami, non ci sono più notti prima e dopo gli esami, non ci sono più viaggi di maturità, non c’è più il resto dell’estate. Ritornare fra quelle mura e trovare quel grigio che non ci si aspettava, perchè senza di noi ha perso colore, tutto ha perso colore, vita, gioia. Oh, è sciocco, lo so. Ma ogni minimo cambiamento è uno schiaffo. E quest’anno con la riforma è cambiato tutto al liceo. E ora mi sembra soffocante, claustrofobico, grigio, spento, vuoto.
E allora la decisione di andare avanti, dettata dalla consapevolezza che indietro non si torna, di distruggere tutto, di “tagliare la mia vita a pezzi”, una pazzia, lo so. Ma se non può essere tutto come prima quasi quasi vorrei che non fosse, che non fosse proprio. Perchè fa male, fa male camminare su strade parallele, non poter correre insieme verso il futuro, fa male sentire che non si può più essere compagni di viaggio come prima. E’ tutto sbagliato quello che ho scritto, non potrei mai rinunciare alla mia vita così com’è, non potrei mai tagliarla a pezzi, non potrei mai distruggere quello che in tanto tempo ho creato. Però è una sensazione, un’idea, un incubo che mi balena nella testa.
Cause I’m losing my sight, losing my mind
Wish somebody would tell me I’m fine
Nothing’s alright, nothing is fine
I’m running and I’m crying
I can’t go on living this way