La morte ci spaventa perchè ci lascia senza parole. Di fronte a qualcosa che è più grande di noi, non riusciamo a pronunciarci. Di fronte alla morte non c’è niente di giusto da dire, non ci sono parole confortanti, non ci sono giustificazioni, non ci sono colpe.
La morte è solo un non c’è.
Non c’è altro che vuoto, il vuoto di chi resta.
La verità è che nessuno piange per chi se ne è andato, anche di fronte alla morte restiamo egoisti. Non ci si dipera per quella vita che non ha potuto continuare a vivere, ma per quel vuoto che ha lasciato. Ci sembra di impazzire pensando a quanto ci mancherà, a quanto sapore ha tolto quella morte alla nostra vita.
Vediamo la morte sul volto di chi resta, senza poter provare altro che la paura che un giorno qualcuno la possa vedere sul nostro. Abbiamo paura di essere noi a restare, abbiamo paura di essere noi a chiederci perchè, quando un perchè non c’è.
Ecco il dramma della morte, la morte non ha perchè.
E dopo, tutto va avanti, la vita continua, la giostra continua a girare e non si può rimanere indietro. Non si può saltare giù. Bisogna guardare avanti, soffocare il vuoto.
Io sono solo come gli altri, spaventata da qualcosa che mi sembra più grande di me, da qualcosa che non conosco. E se non mi viene da piangere, la mia non è indifferenza, ma incomprensione.
Io, la morte, non la capisco. E ora mi passa di fianco, mi sfiora, pur essendo lontana da me; e io vorrei ignorarla, vorrei girarmi dall’altra parte, vorrei spalancare gli occhi, come quando la notte mi risveglio dopo aver fatto un brutto sogno, eppure la morte è lì.
Unico vero segno di una natura inderogabile.

Van Gogh
Che brava che sei, mi sono visto il tuo blog con molto interesse (ci sono arrivato da anobii).
Guarda che ti lascio:
« Io prima di nascere non sapevo che il mondo fosse così interessante; dopo la morte chissà che trovo. » – Károly Kerényi
Una delle mie frasi preferite…
Un saluto!
J
Grazie, questo intervento l’ho scritto in un momento un po’ triste, dopo la morte di una persona molto cara a una mia amica…è stato un momento strano, soffocante, soprattutto a causa della consapevolezza di non poterla aiutare in nessun modo…
Interessante la frase, non l’avevo mai sentita…
Ciao, Sara
E chi la conoscere, la Morte, Sara?
claudine
Già discusso con Lei circa i suoi piani?
Già condiviso una partita a scacchi oppure un piatto di spaghetti?
Comprendo che negli attimi di smarrimento, quando veramente nulla ha più senso… quando con entrambe le mani si tocca il fondo… ecco, questi sono quei momenti nei quali ci assale una sorta di terrore.
Dici bene “la giostra continua a girare”…
Eppure, eppure qualcosa è cambiato. Quando si prova sopra la propria pelle a perdere una persona cara… tutto assume un’altra valenza.
Ho perso mio padre, quando attendevo Sara, la mia secondogenita, al quinto mese di gestazione…
Il mio primo bimbo non ha visto la luce… il suo cuore aveva smesso di battere quando aveva 3 mesi…
Il gemello di Sara l’ha lasciata quando aveva solo 7 settimane…
Che dirti della Vita, Sara?
Ho solo raccontato ciò che la morte può portarti via, restando nelle esperienze che più sento vive dentro poiché mi hanno colpita molto molto vicino…
Ma la Vita è una meravigliosa possibilità che in ogni istante ci insegna, in ogni secondo (consapevoli o meno) apprendiamo nuove lezioni… che poi, in fondo, dovrebbero servirci per il futuro!
Non esiste che un annientamento ontologico (nel senso di metafisico) ma noi non siamo il corpo che ci ospita! Noi siamo Essenza di Luce, siamo Vibrazione Divina che ci avvicina gli uni agli altri, in un unico meraviglioso “insieme” nel quale riconosciamo ogni nostra cellula come parte integrante dell’Unità.
La Morte, dunque?
Un passaggio, una fermata di un tram che prosegue… lungo un percorso specifico che ci (dovrebbe) dare la possibilità di migliorare la nostra condizione vibrazionale.
Ogni esperienza terrena è quindi importante…
Facciamone tesoro, nella consapevolezza ed umiltà che nulla (in fondo) ci appartiene…
Serenità
Mi piacerebbe pensare di essere essenza di luce o vibrazione divina, ma in realtà mi sento più polvere…
E’ difficile anche solo pensarci, alla morte…mi ci sono scontrata di petto solo una volta, altre volte mi ha sfiorato, toccando qualcuno che mi era vicino.
La morte mi ha portato via una persona cara, ma, lo so che ti potrà sembrare egoista o insensato, era una persona anziana, una persona che aveva vissuto…e se ho sofferto, e si, ho sofferto, la mia sofferenza è stata più vuoto, una persona in meno da amare, una persona in meno che mi amava. Ma certe morti, credo quella di un genitore come quella di un figlio, certe morti non le posso nemmeno immaginare. Davanti a quel dolore non c’è consolazione, non ci sono parole…