Da pochi mesi ho scoperto Dickens, può sembrare un po’ idiota questa frase, nel senso…sapevo chi era Dickens anche prima, però non avevo letto quasi nulla di suo, giusto qualche stralcio di lettura scolastica.
Tante volte ci avviciniamo ai classici con timore, con la preconvinzione che saranno noiosi, che saranno difficili…io fino a qualche anno fa ne ero proprio convinta, per niente al mondo avrei permesso a un adulto di farmi leggere un classico. Poi i tempi cambiano e non tutti crescendo chiudono la propria mente, ma c’è anche chi vorrebbe guardarsi intorno e assaporare tutto ciò che c’è di buono (e di cattivo). Bè, non proprio tutto a dir la verità.
Tornando a Dickens, la mia curiosità mi ha portato a comprare un volume di racconti di Natale, che con piacere mi sono trovata a divorare sotto il periodo delle feste. La sua heart revolution mi ha così toccato da farmi desiderare leggere gli altri suoi romanzi, qualcuno sarebbe partito con un romanzetto leggero, breve, meno significativo. Io no.
David Copperfield è a detta di Dickens il romanzo a cui è più legato. Non è propriamente breve, diciamo che con le sue mille erotte pagine qualche maligno potrebbe definirlo un mattone. Diciamo anche subito che io ne avrò lette per ora si e no duecento pagine. E già sento il bisogno di parlarne.
Dickens suscita dentro di me dei sentimenti così forti…mentre lo leggo mi capita di avere le lacrime agli occhi, di fermarmi per la rabbia, il dolore, l’amore che sento come se fossi io a provarlo. Come ho amato Peggotty da subito. E come ho meditato vendetta contro il signor Murstone, per non parlare della madre di David, che stupido e inetto personaggio!
Mi sembra di essere dentro la storia, sento gli odori, i rumori, sento il vento fra i capelli.
E’ qualcosa di magico, quello di Dickens è un dono. Gli fanno un baffo quelli scrittori con le loro parole ingarbugliate, Musil, Schnitzler, loro non avevano capito niente del cuore umano. Non la mente, il cuore!
Dickens è l’autore del cuore!
Kafka diceva che la letteratura deve spaccare il ghiaccio che c’è dentro di noi. Dickens lo ha spaccato.
E non importa se i suoi personaggi sono caricature, non importa se adesso ci vogliono far credere che il mondo sia solo grigio opaco. Il suo mondo era rosso di passione e di amore!
