Il libro che sto leggendo in questo momento è “La prosivendola”, di Daniel Pennac. Non è il primo libro di questo autore che leggo, infatti Pennac è stata la mia grande scoperta del 2008.
Se non lo conoscete già, dovreste assolutamente leggerlo! Fra i tanti libri che ha scritto, io ho letto “Signori bambini”, una tenera storia che ha come protagonisti monelli e insegnanti, e sto leggendo ora la saga di Malaussène.
Malaussène, nel caso non lo sapeste, è il nome del protagonista, che fa un mestiere davvero strano: il capro espiatorio. Benjamin Malaussène è un gran bel protagonista, è buono, senza essere inverosimile, è
legatissimo alla sua famiglia e guarda il resto del mondo con occhi irriverenti e talvolta cinici. Le sue osservazioni e il suo punto di vista (che si, devo ammettere che combacia con il mio) sono ironiche e un po’ di sinistra.
Ma ora, cos’ha di tanto speciale questo personaggio, perchè un’intera saga sia incentrata su di lui e sulla sua stravagante famiglia?
La capacità di cacciarsi sempre nei guai! Come quasi tutti i personaggi letterari, Benjamin riesce a finire nelle situazioni più assurde, ma anche in mezzo a omicidi e attentati, i romanzi di Pennac non perdono la loro leggerezza.
Ora, io vi consiglio di iniziare questa saga leggendo “Il paradiso degli orchi”, e di tenere sempre sul comodino, durante la lettura, una matita colorata con cui sottolineare le frasi che vi colpiranno di più del professor Pennac, il professore dei miei sogni.
Recensione di fine lettura:
La magia di Pennac è una magia che non ha bisogno di incantesimi, è una magia di parole, una magia di personaggi, una magia di storie.
E così anche la terza avventura di Benjamin Malaussène, in questo romanzo buffo ladro d’identità, è stata avvincente e romantica come le precendenti.
Pennac ci catapulta nel mondo dell’editoria, un mondo pieno di “lupi”, ma anche di amici e brave persone, come tutti quelli di cui ci parla. Come in fin dei conti è la realtà.
La grandezza di Pennac è proprio questa, la sua capacità di descrivere questa realtà di “lupi”, con cinismo ma al tempo stesso amore nei confronti del mondo che lo circonda.
Uno scrittore davvero coi fiocchi!
“La vita non è un romanzo, lo so…lo so. Ma lo spirito del romanzo può renderla vivibile”.